Quando il gesto incontra la libertà
Ogni grande innovazione nasce da un’esigenza reale.
DualPicks nasce così: da una mano che voleva essere libera di suonare, senza compromessi.

Come è nata l’idea
DualPicks nasce dall’esperienza diretta di un musicista, prima ancora che da un progetto di design.
Roberto Bufarini suona la chitarra dall’età di 14 anni.
Dalla chitarra classica all’elettrica, passando per stili e tecniche diverse, una difficoltà tornava sempre: il plettro.
Durante il passaggio dalle dita alle parti soliste, il plettro cadeva.
Oppure costringeva a pause, movimenti innaturali, micro-interruzioni che spezzavano il flusso musicale.
Non era un problema tecnico.
Era un problema di continuità del gesto.
Il problema da risolvere
Il mercato offriva soluzioni parziali:
- thumbpick rigidi e scomodi
- porta-plettro applicati alla chitarra
- trucchi manuali usati solo da musicisti esperti
Tutte avevano un limite comune:
costringevano il musicista ad adattarsi allo strumento, invece del contrario.
L’obiettivo diventò chiaro:
Suonare qualsiasi cosa, in qualsiasi momento, senza dover pensare al plettro.
L’intuizione
La svolta arriva con una domanda semplice, quasi ovvia:
“E se il plettro restasse nella mano?”
Il palmo, già parte del gesto naturale, poteva diventare il luogo ideale dove “nascondere” il plettro quando non serve, e recuperarlo istantaneamente quando serve.
Non un trucco.
Un sistema.
Le prime prototipazioni
Nascono i primi prototipi: grezzi, sperimentali, diversi tra loro.
Ogni versione migliora un dettaglio: angolazioni, elasticità, posizione del plettro, comfort sul pollice e sull’indice.
Il lavoro non è immediato.
Servono quattro anni di test, errori e miglioramenti continui per trasformare un’intuizione in un gesto naturale.

Semplificazione
Dopo aver capito cosa serve davvero, inizia la sottrazione.
La forma viene ripulita.
I componenti si riducono. Ogni elemento superfluo viene eliminato. La funzione guida il design. Il gesto diventa più fluido, più naturale, più controllabile.
È qui che DualPicks inizia ad assomigliare a ciò che è oggi.

Dalla funzione alla forma
Con il tempo, lo studio converge su una geometria essenziale: il triangolo.
Non è una scelta estetica.
È una scelta funzionale, nata dall’osservazione della mano.
Forma ed ergonomia iniziano a coincidere.
Il movimento diventa guidato, naturale, mai forzato.
Nasce anche il finecorsa, che limita il rientro dell’aletta e rende il gesto sempre controllabile e recuperabile.
Il brevetto
DualPicks non è un accessorio improvvisato.
È il risultato di un percorso di ricerca strutturato.
Per questo è stato brevettato:
a tutela dell’idea, del progetto e della sua unicità.

Dall’idea al brand
Con il tempo, DualPicks smette di essere solo un oggetto.
Diventa un brand.
Un brand che crede in:
- innovazione silenziosa
- accessibilità
- inclusività
- rispetto per la mano
Non un gadget, ma un’estensione naturale del gesto.

Il team
Dietro DualPicks c’è una visione chiara:
liberare la mano dai suoi limiti.
Anche quando il team è piccolo, la missione è grande.
Ogni scelta di design, comunicazione e sviluppo segue un unico principio:
Se non rende il gesto più semplice, non è vera innovazione.
DualPicks guarda avanti
La visione futura
- scuole di musica
- artisti e polistrumentisti
- versioni signature
- nuovi prodotti dedicati alla scrittura e al digitale
- accessori sempre più inclusivi
L’obiettivo non è solo vendere un prodotto.
È diventare uno standard per chi vuole suonare, creare e lavorare con continuità.
DualPicks
Creatività senza limiti. Sempre.



